Associazione Camperisti Neve Piemonte - I viaggi dei nostri Soci.
Quasi un anagramma, vacanziero, estivo, tra il passato e il futuro, tra una stagione trascorsa,
di cui serbo il ricordo e un'altra su cui stendo ipotetici programmi.
Per un industriale potrebbe essere un lucroso slogan pubblicitario.
Se si materializzasse nell'arte pittorica e scultorea potrebbe essere una linea pura, sinuosa della
Venere di Canova; il dito indice sentenzioso di Dio nel capolavoro di Michelangelo; la luce intensa,
cromatica di Tiziano.
Nel pensiero metafisico, mi piace pensarlo aleggiare tra i fiordi profondi di una terra silenziosa,
battuta dal vento che muove, in basso, le verdi spighe d'orzo, in alto, le grigie pale delle
eoliche, e nell'intermedio i miei capelli sconvolti, mentre le mucche indifferenti celebrano il loro
rito quotidiano.
Allineate a riva, colorate barche, vuote di pescatori; nell'erba cascinali sparsi; ai bordi, l'acqua
scura, acquitrinosa, immobile.
Io osservo, muta.
E il vento mi accompagna fin dove il rumore si fa intenso, fin dove le onde schiumanti di due mari
opposti si schiaffeggiano, si combattono per sopraffarsi. Ma no, è tutta apparenza: è solo un modo
un po' vigoroso, plateale di salutarsi di due amici forti, robusti, muscolosi che ogni giorno devono
posare per fotografi avventori.
Come in un sogno il vento mi fa volare tra bianche dune di sabbia. Non c'è magia,
percorro poca strada eppure sono nel deserto e là, in un breve orizzonte, acqua e prati. Come i
bambini davanti ad una vetrina di giocattoli, spalanco gli occhi e apro la bocca, la sabbia mi entra
e neanche io mi accorgo.
Il mio amico ora mi abbandona per lasciarmi in compagnia di quel sole già lontano, basso eppure
grande, invadente, devastante, a lungo dominante, suo malgrado, non trovando rifugio dietro le
protettive montagne.
Questa è la Danimarca che io ho visto.
Ida Pomi